Milano 5 luglio 2019, ph. Ezio Dondè

Mediterranea Saving Humans: no ai porti chiusi per l’umanità

| Immigrazione

7 luglio 2019 – Ore 00:30

Confermiamo la notizia: i naufraghi soccorsi dal veliero Alex di Mediterranea Saving Humans stanno finalmente sbarcando per ricevere cura e assistenza. La Guardia di finanza sta notificando al capitano della Alex il decreto di sequestro della nave, e l’apertura a suo carico delle indagini per il reato di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. La notizia dell’intero equipaggio indagato risulta invece priva di fondamento. Siamo felici per le straordinarie persone che abbiamo avuto il privilegio di aiutare.

Così si conclude (per il momento) la cronaca della drammatica vicenda del salvataggio dei naufraghi della Ong Mediterranea Saving Humans, con le parole dei suoi stessi operatori.

I 46 naufraghi sono sbarcati dal veliero Alex al porto di Lampedusa e trasferiti all’hotspot dell’isola. L’imbarcazione di Mediterranea è stata sequestrata e si trova ora nella disponibilità della Procura di Agrigento.

La decisione di forzare lo sbarco sulle coste italiane è stata presa dopo che la situazione a bordo del veliero, come riferita dall’ong, era divenuta insostenibile per questioni igienico sanitarie: i rifornimenti di acqua erano finiti, i bagni inservibili, una situazione prossima al collasso. Per sopravvivere, quindi, l’imbarcazione ha deciso di forzare il blocco entrando nel porto siciliano.

Il comandante della Alex, Tommaso Stella (al momento solo lui, non tutto l’equipaggio) è indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione del codice della navigazione. Un atto dovuto, come riconosce lui stesso.

Un atto dovuto, noi crediamo, è invece dire che non ci devono essere porti chiusi per l’umanità.

Lo abbiamo ribadito accogliendo l’invito lanciato dal gruppo Milano in Movimento: un presidio che andasse avanti giorno e notte finché i profughi dell’imbarcazione non fossero fatti sbarcare.

Venerdì 5 luglio a Milano, in via Mercanti, a pochi metri dal Duomo, era iniziata la protesta contro il divieto del ministro dell’Interno Matteo Salvini di far scendere i migranti dall’imbarcazione.

“La situazione sulla barca di Mediterranea è drammatica – aveva detto Cecilia Strada, presidentessa di Emergency, durante il presidio – Fortunatamente hanno fatto sbarcare 13 donne con i bambini, ma per tutti gli altri c’è il serio rischio che le condizioni di salute si aggravino da un momento all’altro”.

Poi la forzatura, e lo sbarco.

Bravo Tommaso, hai fatto il marinaio. E la legge del mare dice da sempre che gli uomini in acqua vanno salvati, poi li sbarchi dove ti viene comodo…

Questo il messaggio che a Tommaso Stella, il capitano dell’Alex, ha mandato il suo amico più famoso, il velista Giovanni Soldini.

Ancora una volta la legge del mare, la legge dell’umanità, ha prevalso sulle prove muscolari di un altro “capitano”.

Questo però è solo l’ennesimo episodio di una vicenda che ha bisogno di risposte e soluzioni che superino le prese di posizione strumentali dei ministri italiani: è il momento dell’Europa. Non è sufficiente la disponibilità che i singoli Paesi offrono all’accoglienza dei profughi. Serve la politica, quella vera.

 

 

 

 

 

 

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