Le proposte di Articolo Uno Lombardia per l’emergenza Coronavirus

| Articolo Uno

 

Si è riunito oggi in teleconferenza il Coordinamento regionale lombardo di Articolo UNO, con la partecipazione del coordinatore nazionale Arturo Scotto e del capogruppo di Leu Federico Fornaro, per valutare l’emergenza che si è determinata in Lombardia in conseguenza della diffusione del Coronavirus.

Queste sono le considerazioni e le proposte emerse:

Non è questo il tempo della polemica politica, della bagarre tra partiti o livelli istituzionali. Oggi dobbiamo innanzitutto ringraziare i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari che a diverso titolo sono in prima fila con umanità, commovente dedizione e abnegazione. Come dobbiamo ringraziare e tutelare coloro che garantiscono i servizi e le produzioni essenziali.
Oggi è il tempo dell’azione di tutti, unita e coordinata, nell’interesse della Lombardia e dei suoi cittadini.

I dati dicono moltissimo: su 33.190 ancora contagiati, 13.938 sono lombardi. Su 3.405 morti, 2.168 sono lombardi. Ma questi dati sono parziali. Perché qui, e ancora di più nelle province di Bergamo, Brescia e Cremona, moltissime persone muoiono a casa di Covid-19, senza avere fatto il tampone, rimanendo esclusi dalle statistiche; oppure si ammalano e rimangono in casa senza poter accedere agli ospedali e senza poter effettuare un tampone.
E’ un’emergenza senza precedenti e senza paragoni, anche rispetto al resto dell’Italia.

Per questo motivo occorre unità, responsabilità e collaborazione, innanzitutto tra i diversi livelli istituzionali: la Regione, i Sindaci e il Governo nazionale devono operare in stretto raccordo per evitare il collasso del sistema sanitario regionale; occorrono risorse economiche, dispositivi di protezione e attrezzature mediche, medici e infermieri in prima linea. Siamo vicini alla saturazione: sono quasi tutti al completo o ai limiti della capienza gli ospedali, in particolare le terapie intensive. Per
questo è essenziale l’allestimento immediato di nuovi ospedali da campo nelle città più colpite.
Così come si deve fare il possibile per potenziare le cure domiciliari.

C’è poi un problema di trasparenza: occorre che tutti i dati a disposizione siano resi pubblici, a partire dai posti letto occupati e da quelli disponibili di tutti gli ospedali.
Così come la democrazia non può essere sospesa, mentre invece gli organi consiliari della Regione hanno sospeso le attività. Chiediamo che riprendano immediatamente, nel rispetto delle misure di sicurezza sanitaria, a partire dalla Commissione sanità.
La collaborazione tra i livelli istituzionali è essenziale e non può essere a senso unico, anche per poter prendere al più presto quelle decisioni che la popolazione lombarda attende.
Vi sono decisioni, come l’attivazione di nuove misure di contenimento nelle zone più colpite e a maggior rischio, che possono essere prese subito e che la Regione avrebbe già potuto prendere essendo nelle sue prerogative.

Più complessivamente, pensiamo a un ventaglio di opzioni impegnative e radicali, che arrivi, ove si renda necessario, anche alla chiusura delle attività produttive non legate alla filiera dell’agroalimentare, alla chiusura di tutte le attività commerciali, a eccezione dei negozi alimentari, delle farmacie e delle para-farmacie, e dei supermercati che vendono beni di prima necessità.

Dopo l’errore di aver ridotto le corse della metropolitana milanese e di Trenord, serve una rimodulazione del servizio di trasporto pubblico locale che garantisca a chi viaggia per necessità e ai pendolari quella sicurezza che oggi non hanno.

Si tratta di agire e agire molto in fretta.

Vogliamo infine esprimere apprezzamento per le misure di contenimento fin qui prese dal governo, come per le prime misure economiche adottate.

il Coordinamento Regionale Articolo Uno Lombardia

Milano 19.03.2020

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